Comune di Bosco Marengo
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Venerdì 03 Settembre 2010

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Coordinamento Comuni Nucleari

FN 
 PROTOCOLLO D'ACCORDO

 

 

Nell'anno 2006, del mese di ottobre, il giorno dieci, in Latina, presso il Palazzo Municipale

 

 

Tra

 

 

-          Comune di Bosco Marengo , rappresentato da Angela Lamborizio

 

-          Comune di Caorso rappresentato da Fabio Callori

 

-          Comune di Latina rappresentato da Vincenzo Zaccheo

 

-          Comune di Rotondella  rappresentato da Vito Agresti

 

-          Comune di Saluggia rappresentato da Franco Barbero

 

-          Comune di Sessa Aurunca rappresentato da Elio Meschinelli

 

-          Comune di Trino Vercellese rappresentato da Giovanni Ravasenga

 

 

I quali intervengono nel presente atto nella loro qualità di Sindaci dei rispettivi Comuni, muniti dei necessari poter di legge per sottoscrivere il presente Protocollo d'accordo.

 

Premesso che !'era nucleare in Italia è iniziata presto, alla fine degli anni '50. In quel periodo le compagnie elettriche private (prima fra tutte la Edison) hanno avviato un programma di produzione di energia elettrica per via nucleare. Tale programma ha consentito all'Italia di acquisire in breve tempo le competenze necessarie per la costruzione di reattori senza alcun sostegno dall'estero. Ne! 1959 è stato costruito il primo reattore di ricerca ad Ispra (Varese). Nel 1964 esistono ben tre centrali nucleari con tre tecnologie diverse, affermatesi poi nel mondo come le migliori: la centrale ad acqua in pressione di Trino Vercellese, quella ad acqua bollente nel Garigliano e quella a gas - grafite di Latina. A metà degli anni '60 l'Italia è il quarto Paese al mondo dopo U.S.A., U.R.S.S. e Gran Bretagna a disporre di centrali funzionanti e di particolari competenze e tecnologie. Alla fine degli anni '70 !'Enel ha completato e messo in esercizio la centrale ad acqua bollente di Caorso (PC) da 830 MW. L'incidente nella centrale nucleare di Three Miles Island (Pennsylvania - Stati Uniti) ha dato inizio nel 1979 ad una crescente sfiducia nell'opinione pubblica nei confronti dell'utilizzo del nucleare in ambito civile. L'esplosione di un reattore della centrale nucleare di Chernobyl (attuale Bielorussia) ha determinato un totale atteggiamento critico nei confronti dell'energia nucleare. Nel' 1987 il referendum popolare ha determinato la fine in Italia della tecnologia nucleare intesa come forma di produzione energetica. Le quattro centrali nucleari esistenti in Italia sono state chiuse e la chiusura ha determinato un nuovo tipo di problema, dal momento che ancora oggi i rifiuti radioattivi sono per lo più custoditi generalmente nei pressi delle vecchie centrali nucleari. Resta ancora da effettuare il totale smantellamento, la rimozione e la decontaminazione (operazioni definite "decommissioning" ) di strutture e componenti degli impianti nucleari in Italia, sia delle centrali, sia degli impianti del ciclo

del combustibile, nonché la messa in sicur zza dei rifiuti prodotti.

 

 

 

 

Premesso ulteriormente che nel corso dell'anno 1999 è stata costituita una Società per Azioni separata dall'ENEL denominata SOGIN S.p.A., con lo scopo di procedere allo smantellamento totale degli impianti nucleari ed alla sistemazione del combustibile e dei materiali radioattivi, le cui azioni successivamente sono state trasferite per intero dall'ENEL all'allora Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica (D.lvo 79 del 16.03.1999). Inoltre, con provvedimenti normativi successivi si è provveduto, altresì, a determinare i fondi di bilancio e la loro fonte, al fine di provvedere alla realizzazione degli scopi previsti ed, infine, con atti di indirizzo operativi a SOGIN da parte del ministero dell' Attività Produttive (già Ministero dell'Industria), rispettivamente con D.M. del 07/05/2001 e del 02/12/2004, si è stabilito che la SOGIN S.p.A. dovrà operare nelle seguenti aree:

ATTIVITA' DIRETTA:

-             Trattare entro dieci (10) anni tutti i rifiuti radioattivi esistenti;

-             Disattivare entro venti (20) anni gli impianti nucleari dismessi (a condizione che il deposito

              nazionale sia disponibile in tempo utile).

COLLABORAZIONE CON IL MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE:

-             individuazione e caratterizzazione del sito per il deposito nazionale;

-             Assetto del territorio, sviluppo economico e sociale della comunità e tutela dell'ambiente;

-             Promozione dell'informazione della popolazione dei comuni sedi degli impianti nucleari

              sulle problematiche dello smantellamento e dell'energia nucleare in generale, dando, se

              del caso vita ad uno specifico sistema informativo;

-             Pianificazione dello sviluppo dei siti che ospitano gli impianti nucleari mediante

               l'individuazione di tutte le azioni necessarie in tal senso;

-             Messa a punto del quadro normativo e procedurale;

-             Predisposizione del deposito nazionale per i materiali radioattivi; - Smaltimento dei rifiuti

              ad alta attività e del combustibile irragiato.

VALORIZZAZIONE DI STRUTTURE, RISORSE E COMPETENZE, SVILUPPANDO ATTIVITA' PER TERZI NEI SEGUENTI SETTORI:

-             tutela dell'ambiente, caratterizzazione e bonifica ambientale; - sicurezza e radioprotezione;

-             trattamento dei rifiuti radioattivi;

gestione in sicurezza e smaltimento di impianti nucleari.

Ricordato che a SOGIN S.p.A., all'atto della sua costituzione, è stata conferita la proprietà delle quattro centrali nucleari italiane ( precedentemente di proprietà Enel) :

 

o       Centrale di Trino Vercellese (VC)

o       Centrale di Caorso (PC)

o       Centrale di Latina

o       Centrale di Garigliano (Sessa Aurunca CE)

 

Rilevato che nel corso del 2003 SOGIN S.p.A. ha pure assunto la responsabilità sugli impianti di trattamento e fabbricazione del combustibile nucleare (di proprietà Enea e Soc. FN) :

 

o       Impianto EUREX e A VOGADRO di Sal uggia (VC)

o       Impianto di Bosco Marengo (AL)

o       Impianto ITREC di Rotondella (MT)

 

 

 

 

Considerato che:

 

 

 

 

 

 

La centrale nucleare Enrico Fermi di Trino costituì la prima iniziativa industriale avviata in Italia in campo nucleare. I lavori di costruzione iniziarono nel 1961 e il 21 giugno 1964 il reattore

raggiunse la prima criticità iniziando dal 22 ottobre 1964 ad immettere elettricità in rete. La centrale

ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di elettricità. Allo stato attuale è in fase di "arresto a freddo" con il combustibile irraggiato posto nella piscina di decadimento all'interno dell'impianto, dove sono stoccati 47 elementi di combustibile irraggiato oltre ai rifiuti radioattivi.

 

 

La Centrale di Caorso è la più recente e la più grande delle centrali nucleari realizzate in Italia. Il reattore di Caorso ha raggiunto la prima criticità il 31.12.1977 e il primo parallelo con la rete nazionale è stato effettuato il 23.05.1978. Nel periodo di esercizio, durato fino al 1986, la centrale ha prodotto complessivamente 29 miliardi di kWh. Attualmente è stoccato presso la centrale di Caorso il materiale utilizzato in fase di esercizio (1032 elementi), inoltre sono stoccati nell'impianto circa 6800 fusti da 220 litri di rifiuti non condizionati, per complessivi 1600 mc. circa.

 

 

La centrale di Latina fu la prima centrale nucleare a entrare in funzione in Italia. Il reattore raggiunse la prima criticità il 27.12.1962. Il primo parallelo della centrale con la rete elettrica nazionale venne effettuato il 12.5.1963. Dall'inizio dell'esercizio fino all'ultimo arresto (26.11.1986) l'impianto ha prodotto circa 26 miliardi di kWh. Tutto il combustibile nucleare utilizzato durante l'esercizio è stato allontanato e inviato in Inghilterra per il trattamento. Nel periodo marzo-giugno 1991 è stato alienato il combustibile fresco non utilizzato presente in centrale. Presso l'impianto sono temporaneamente conservati tutti i rifiuti radioattivi prodotti durante l'esercizio.

 

 

La Centrale di Garigliano alla prima generazione degli impianti nucleari. Il reattore raggiunse la prima criticità il 5 giugno 1963. Nel 1981 l'Enel decise di non riavviare più la centrale. Attualmente vi sono giacenti materiali radioattivi costituiti da materiale metallico ad alta attività, estratti e condizionati mediante cementazione, depositati temporaneamente in un locale opportunamente predisposto e rifiuti radioattivi a media e bassa attività,temporaneamente conservati e stoccati nell'area rifiuti radioattivi dell'impianto.

 

 

L'impianto EUREX di Saluagia (V.C) realizzato nel periodo 1965-1970, aveva come obiettivo il riprocessamento dei combustibili dei reattori di ricerca della comunità europea. A partire dal 1984 l'impianto di riprocessamento non ha più funzionato. Attualmente sono presenti rifiuti a bassa, media e alta attività (52 elementi - 230 mc di rifiuti liquidi ad alta attività).

 

 

Il Deposito Avogadro di Saluggia (VC) realizzato da Fiat alla fine degli anni '50 come reattore nucleare sperimentale, è stato successivamente trasformato nell'anno 1984 in deposito per combustibile irraggiato di proprietà ENEL. In esso sono stati stoccati 49 elementi provenienti dalla centrale di Trino Vercellese e 322 elementi provenienti dalla centrale del Garigliano. Ad oggi, a seguito delle campagne Sogin di trasferimento del combustibile irraggiato a Sellefield (UK), il deposito contiene ancora 63 elementi tipo MaX.

 

 

L'impianto di Bosco Marengo (AL) ha operato dal 1973 al 1995 fabbricando combustibili per le centrali nucleari italiane e anche per reattori esteri. Parte del materiale nucleare risulta alienato e trasferito all'estero e i rifiuti radioattivi già prodotti sono stati risistemati. Attualmente sono presenti

rifiuti a bassa e media ed alta attività.

 

 

L'impianto ITREC CR Trisaia Rotondella (MT) L'impianto ITREC (Impianto Trattamento Elementi Combustibile), realizzato nel periodo 1965-1975, aveva come obiettivo la dimostrazione della fattibilità della chiusura del ciclo uranio-t rio, con il riprocessamento del combustibile

 

 


irraggiato e la rifabbricazione remotizzata del nuovo combustibile. Attualmente sono presenti rifiuti a bassa e media attività.

 

 

Tutto ciò premesso, i comuni di CAORSO, TRINO VERCELLESE, LATINA, SESSA AURUNCA, SALUGGIA, BOSCO MARENGO e ROTONDELLA ritengono opportuno costituire un Coordinamento permanente tra Enti Locali sui cui territori insistono impianti nucleari per portare avanti in modo coordinato e unitario tutte quelle iniziative legate alle comuni problematiche esistenti sui rispettivi territori di competenza;

 

 

chiedono al Governo

 

 

l'approvazione delle istanze e delle procedure che regolamentano l'annosa questione della dismissione e la loro applicazione;

 

l'esecuzione degli atti necessari per assicurare, nel rispetto della normativa vigente, la tempestiva attuazione dei relativi provvedimenti autorizzativi per la disattivazione completa e definitiva degli impianti nucleari;

 

l'abrogazione dell'art. 50 "Licenza di esercizio" e l'applicazione dell'art: 55 "Autorizzazione per la disattivazione degli impianti nucleari" come previsto dal O.lgs. 17.03.1995 n. 230 relativo a : "attuazione delle direttive EURATOM 80/836,84/467,84/466,89/618,90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti" .

 

l'avvio con urgenza delle procedure necessarie per accelerare lo smantellamento completo degli impianti,previa individuazione del deposito nazionale, la messa in sicurezza dei materiali radioattivi, e la assoluta urgenza di awiare le procedure per il trasferimento all'estero del combustibile irraggiato ancora presente sui siti nucleari con l'impegno che al momento del rientro in Italia il materiale riprocessato non dovrà essere collocato nei siti di partenza, ma presso il deposito nazionale di cui alla Legge n. 368 del 2003;

 

il divieto e la inopportunità dello stoccaggio a secco sui siti interessati, del combustibile irraggiato ancora presente negli impianti nucleari; il divieto di trasferire a qualunque titolo, tra gli attuali siti di impianti nucleari e il divieto di accogliere, negli stessi, da qualsiasi provenienza, materiali radioattivi o attivati;

 

l'assegnazione delle commesse relative allo smantellamento ad imprese operanti nei territori sedi d'impianti e che abbiano le caratteristiche ed i requisiti tecnici, a parità di condizioni economiche, sia in caso di appalto che di subappalto in modo da coinvolgere l'imprenditoria e mano d'opera locale, comunque nel pieno rispetto delle normative vigenti;

 

l'applicazione della legge 24/12/2003 n. 368, di conversione del D.L. 314 del 14.11.2003 "recante disposizioni urgenti per la raccolta, lo smalti mento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi" in particolare dell'art. 1 com ma 1 che prevede "La sistemazione in sicurezza dei rifiuti radioattivi, come definiti dall'articolo 4, comma3, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, degli elementi di combustibile irraggiati e dei materiali nucleari, ivi inclusi quelli rinvenienti dalla disattivazione delle centrali elettronucleari e degli impianti di ricerca e di fabbricazione del combustibile, [………] presso il Deposito nazionale, [………] individuato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dal Commissario straordinario di cui all'articolo 2, [……..]. Qualora l'intesa non sia raggiunta entro il termine di cui al periodo precedente, l'individuazione definitiva del sito è adottata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri", nonché l'applicazione di quanto disposto all'art.4 "misure compensative e informazione", misure di compensazione territoriale, previste a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e

Impianti del ciclo del combustibile nucleare; contributi, da assegnarsi annualmente e fino al definitivo smantellamento degli impianti. '

 

la costituzione in sede locale di Commissioni Paritetiche tra Comune, Sogin e Prefettura per l'attuazione e verifica dei programmi di smantellamento degli impianti e di trattamento e stoccaggio temporaneo dei materiali radioattivi pregressi e di quelli provenienti dallo smantellamento, nonché per l'attuazione di programmi di riqualificazione ambientale dei siti interessati dagli impianti nucleari (Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 2.12.2004);

 

l'istituzione di una sezione provinciale dell'Arpa con specifiche competenze in materia nucleare;

 

un chiaro pronunciamento da parte del Governo in ordine alla strategia riguardante o l'individuazione di un deposito nazionale, oppure, Europeo, in accordo con gli altri Paesi dell'Unione Europea; se verrà perseguita la strada europea, occorrerà modificare gli articoli. 52 e 53 del D.lgs. 17 marzo 1995 n. 230.

 

l'assicurazione che le aree di proprietà Sogin siano rese libere da ogni vincolo, e comunque l'impegno a realizzare un piano di progressiva riduzione degli stessi in relazione al decretato arresto delle funzioni di esercizio dei predetti impianti, e che sia consentito ai vari Comuni di realizzare programmi ed interventi di riqualificazione territoriale per lo sviluppo turistico e socio- economico da finanziarsi mediante la concessione di contributi da parte dello Stato e delle Regioni e da attuarsi con procedure urbanistico-ambientai i semplificate e privilegiate prevedendo apposite misure in tal senso nella prossima Finanziaria

 

la possibilità del riutilizzo di alcuni edifici presenti all'interno degli impianti successivamente al raggiungimento di condizioni di sito privo di vincoli di natura radiologica; detto riutilizzo dovrà essere individuato e pianificato dalla Società preposta alla dismissione in conformità agli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale, con il consenso degli enti locali;

 

la garanzia che tutte le attività sopraelencate si possano svolgere in condizioni di massima sicurezza a seguito del coordinamento dei vari enti preposti, favorendo, altresì, la necessaria e completa informazione per la popolazione residente nelle aree interessate dai predetti impianti, mediante adeguati programmi di comunicazione.

 

L'impegno di disporre che la Sogin attui protocolli di accordo con le singole Amministrazioni tenendo conto dei programmi presentati dalle stesse e della specificità ei territori.

 


 

Data: 21/10/2006

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