UFFICIO STAMPA
NUCLEARE: CONSULTA ANCI, NUOVO NUCLEARE? PRIMA SI CHIUDA CON IL PASSATO
Riunita oggi a Roma
Nuovo nucleare? Prima si chiuda col passato. Le aree sulle quali insistono le vecchie servitu’ nucleari non devono essere prese in considerazione per realizzare le nuove centrali e il deposito nazionale per i materiali e le scorie radioattive . E’ questa la posizione emersa dalla riunione odierna della Consulta ANCI dei Sindaci dei Comuni sede delle servitu’ nucleari, della quale fanno parte i Comuni di Caorso, Trino Vercellese, Ispra, Latina, Sessa Aurunca, Saluggia, Bosco Marengo, Rotondella e Roma, Comuni che hanno ‘’gia’ dato’’ in termini di disagi alla comunita’ e che ora chiedono ‘’almeno di ricevere quanto spetta loro’’.
Si sta per chiudere l’iter del nuovo decreto che stabilira’ le localizzazione dei futuri impianti nucleari e del deposito nazionale e i Comuni della Consulta ANCI chiariscono da subito di non essere disposti ad accettare alcuna ipotesi di individuazione di siti sui propri territori, chiedendo la restituzione delle somme che spettano loro in virtu’ delle misure compensative stanziate dal 2003 dal decreto ‘Scanzano’ (Dl 314/03 e convertito dalla legge n. 368/03) e poi decurtate del 70% annuo dalle manovre finanziarie 2005 e 2006.
Proprio sulla questione delle misure compensative il Presidente dell’ANCI Sergio Chiamparino ha inviato una nota ai Ministri competenti - Scajola e Tremonti - con la quale si chiede al Governo, prima che partano gli interventi per la ripresa del nuovo nucleare, un impegno preciso per ripristinare con urgenza, nel primo provvedimento legislativo utile, l’importo originario delle compensazioni a favore degli Enti locali sedi di impianti nucleari. Ripristino chiesto anche dall'Autorita’ dell'Energia e del Gas (con una segnalazione del 19 aprile 2007) e da un Ordine del Giorno approvato dal Senato in sede di discussione del collegato alla Finanziaria in materia di energia.
Se il problema e’ di cassa i Sindaci della Consulta ANCI chiedono di permettere almeno di ricevere degli attestati o dei certificati dei crediti vantati nei confronti del bilancio dello Stato prevedendone la solvibilita’. In caso contrario ritengono doveroso intervenire per recuperare quanto spetta – di diritto – ai propri concittadini e territori , visto che altrimenti si potrebbe anche prefigurare un’ipotesi di danno erariale. Ad oggi mancano, infatti, all’appello circa 250 milioni di euro (ogni anno il danno aumenta di 100 milioni) che provengono da un’aliquota della componente della tariffa elettrica (0,015 centesimi di euro per ogni kilowattora consumato) che era stata istituita dal 2003 per compensare i territori oggetto di servitu’ nucleari da riqualificare.
‘’Chiudere col passato oggi – afferma Fabio Callori, Sindaco di Caorso e Presidente della Consulta - sarebbe un segnale di coerenza e di credibilita’ da parte del Governo che si accinge a riprendere il filo del nucleare e garantirebbe i nostri colleghi che dovranno un giorno ospitare i nuovi insediamenti da episodi analoghi. Siamo pronti - conclude - a difendere il nostro diritto in tutte le sedi proprie e nelle forme consentite’’.
Roma, 21 gennaio 2010
Data: 23/01/2010